Mitù o di alcune modalità reclutative societarie

Elisabetta Sirani, 'Timoclea' copia

  Premessa

Dimenticate la mano morta, nei più vari contesti socio ambientali; dimenticate l’esibizionista, ancorché pittoresco; dimenticate quello, laidissimo, che ti mette le mani addosso senza che voi abbiate fatto niente perché potesse considerarsi incoraggiato a farlo: queste, le conosciamo tutte. Dimenticate l’impasticcato che ti zompa addosso all’uscita di discoteca: anche perché questa ve l’ho già raccontata. Oggi vi parlo d’altro, e la protagonista è una delle mie tante omonime, ovviamente, che potete conoscere cliccando il mio nome con qualsiasi motore di ricerca.

  “Vegnimo al fato”

Ordunque, lei la chiameremo 1, la scena è il buffet di un convegno: avete presente, no? Il momento più atteso di tutto l’evento, là dove si dispiegano senza censure le più illuminanti manifestazioni dell’atavico senso di deprivazione insito nel mondo scientifico. Ma torniamo alla

Scena:

buffet di convegno internazionale, e collochiamo pure  il convegno in una delle più prestigiose università d’Italia, non importa quale.

Protagonisti:

 1 (lei); 2 colui (giovin collega, più avanzato in carriera rispetto a 1);  3 talaltro (più anziano, alquanto, di 1 e di 2, non segnalantesi per venustà).

Atto unico

Nella folla di varia scienza, l’attenzione di 1 è attratta da un conversario tra 2 e 3 o, meglio, è attratta dal fatto che

3 – mentre confabula con 2, sta adocchiando 1, alternatamente, di sguincio.

1 – “E chisseneimporta”, pensa,  un po’ infastidita.

Non fa in tempo a pensarlo, che della conversazione le arriva un dettaglio percepibile, emesso da

2 – che risponde a 3 –  “… … è lesbica”.

1 – tira un sospiro di sollievo, a quota precosciente,  poi subentra il piano razionale, e

1 – “Ho fallito un provino?”, pensa.

1 – Se ne congratula, con sé stessa e con la sorte.  Ma poi,

1 – pensa ancora:  “E che razza di provino era?”.

FINE.